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Sito Creato Marzo 2009
Ultimo Aggiornamento
29 Aprile 2013
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Antonio Poser Dottore in Fisioterapia
INTRODUZIONE Solo in alcuni casi i pazienti refrattari al trattamento conservativo necessitano di un trattamento infiltrativo con composti cortisonici e, ancor meno, a interventi chirurgici. Il fisioterapista attraverso l’esame clinico è in grado di riconoscere l’alterata biomeccanica e quindi impostare l’adeguato trattamento riabilitativo.
ANATOMIA Con il termine cuffia dei rotatori si intende l’insieme dei tendini di quattro muscoli: sottoscapolare, sovra spinato, sottospinato e piccolo rotondo. Questi quattro tendini confluiscono insieme e formano una vera e propria “cuffia” che avvolge la testa dell’omero. La cuffia si trova in uno spazio ristretto fra un “soffitto”detto arco coraco-acromiale, costituito dall’acromion, dal processo coracoideo e dal legamento coraco-acromiale; e dal “pavimento” costituito dalla testa dell’omero. Questo spazio è occupato dalla cuffia dei rotatori e dalla borsa sotto-acromio-deltoidea, la cui funzione è quella di diminuire l’attrito fra la cuffia stessa e il “soffitto”.
BIOMECCANICA
EZIOLOGIA DELLA DISFUNZIONE DELLA CUFFIA DEI
ROTATORI
Conflitto primario Acromion di tipo II o III
Conflitto secondario
LA CLASSIFICAZIONE DELLA SINDROME DA
CONFLITTO La più classica è quella definita da Neer (1972), il quale suddivide la sindrome da conflitto in tre stadi: 1° Stadio. E’ caratterizzato da edema o emorragia, il paziente ha meno di 25 anni, ed è causato da una lesione di sovraccarico. Questo stadio è reversibile. 2° Stadio. Il paziente ha circa 25-40 anni e dal punto di vista patologico è presente la fibrosi delle strutture sub-acromiali (borsa-tendini). Queste modificazioni sono irreversibili, dal punto di vista istologico, ma non da quello clinico (la modificazione della struttura del tendine sarà permanente, ma questo non significa che non si possa migliorare la sintomatologia del paziente). 3° Stadio. Compare in pazienti al di sopra dei 50 anni, è caratterizzato dalla tendinosi dei tendini della cuffia che può portare a lesioni parziali o complete dei tendini stessi.
ANAMNESI ED ESAME OBIETTIVO
Il paziente afferisce al nostro consulto soprattutto per il dolore alla spalla e per la perdita di mobilità. Il dolore può essere aumentato per attività motorie che richiedo l’elevazione del braccio al di sopra del capo. In fase infiammatoria è presente il dolore a riposo o notturno, quest’ultimo impedisce al paziente di dormire sul fianco della spalla colpita. L’esordio della sintomatologia può essere sia improvviso in seguito ad un trauma, anche di bassa intensità, oppure insidioso senza causa apparente. All’esame obiettivo è presente una caratteristica limitazione del movimento in elevazione, adduzione trans-toracica ed intrarotazione. I test per il conflitto ( segno di Neer, test di Hawkins/Kennedy, test di Jobe, test di Yocum) sono positivi. Presente inoltre un deficit della forza muscolare in extrarotazione ed abduzione.
DIAGNOSTICA
RADIOLOGICA 1- antero-posteriore con 30° di extrarotazione, per valutare i rapporti articolari gleno-omerali ed acromio-claveare, calcificazioni, sclerosi o osteopenia del trochite . 2- La proiezione “outlet” o “Y” , evidenzia il tipo di acromion o di becchi osteofitici dall’acromio-claveare. 3- La proiezione ascellare, valuta i rapporti articolari, il processo coracoideo le calcificazioni del legamento coraco-acromiale.
La radiografia della spalla può essere utile per evidenziare delle anomalie anatomiche ossee o calcificazioni
L’esame ecografico può essere utile per valutare l’integrità della cuffia dei rotatori. Infine possiamo avvalerci della risonanza magnetica nucleare per una più approfondita valutazione dello stato della cuffia soprattutto in previsione di un intervento chirurgico.
DIAGNOSI
DIFFERENZIALE Tendinite calcifica, in genere colpisce le persone fra i 30 e i 50 anni, ha un esordio improvviso senza causa apparente. Nella maggior parte dei casi la calcificazione si trova all’interno del tendine del sovra spinato. Sindrome di Personage-Turner, esordio improvviso senza causa apparente, dolore soprattutto notturno e non sono evidenti limitazioni all’escursione articolare. Dopo 2-3 settimane dall’esordio evidenti deficit di forza muscolare. Spalla congelata, esordio insidioso molto dolorosa nella fase iniziale e grave limitazione articolare nella fase intermedia. La marcata limitazione articolare (almeno il 50% dell’escursione normale), e l’interessamento di tutti i movimenti della spalla la differenziano dalla sindrome da conflitto.
TRATTAMENTO In alcuni casi refrattari a questo approccio terapeutico possono risultare utili le infiltrazioni di anestetico associato ad un farmaco steroideo. Le indicazioni per il trattamento infiltrativo sono: 1- Nessun miglioramento clinico nonostante il trattamento sovra descritto. 2- Paziente anziano con quadro clinico di tipo chirurgico ma che presenta delle controindicazioni a tale tipo di intervento. La sintomatologia può essere contenuta con infiltrazioni periodiche. 3- Trattamento temporaneo in attesa dell’intervento chirurgico. Se il trattamento conservativo non ha dato risultati apprezzabili in 3-6 mesi di trattamento, allora diviene necessario l’intervento chirurgico. E’ da sottolineare che la diagnosi di lesione completa del tendine del sovra spianto non è in sé sufficiente per indirizzare il paziente all’intervento chirurgico (de Plama e Bartolozzi). E’ risaputo che dopo i 60 anni numerose sono le persone asintomatiche che presentano la rottura a tutto spessore di questo tendine (Miniaci e Sher).
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Data creazione pagina 09 Luglio 2009