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Sito Creato Marzo 2009

Ultimo Aggiornamento

09 Febbrario 2014

Borsite della zampa d'oca


La borsa della zampa d’oca è situata tra i tendini della zampa d’oca ( muscoli sartorio, gracile e semitendinoso) e il legamento collaterale mediale , sulla superficie mediale del condilo tibiale.

 


Eziopatogenesi – Può essere dovuta a un trauma diretto o conseguente attrito ( patologia da sovraccarico) soprattutto tra coloro che praticano specialità quali la corsa, la danza ed il tennnis.

Clinica e diagnosi – Dolore e tumefazione sono localizzati sulla parte anteromediale della tibia. Il dolore aumenta durante il movimento di rotazione interna contro resistenza e in seguito a contrazioni dei muscoli mediali del ginocchio. La diagnosi di borsite della zampa d’oca è effettuata a volte solo sulla base della sola presenza di dolore alla palpazione dell’estremità superiore della tibia.


La diagnosi differenziale va posta con una lesione del legamento collaterale mediale ( in cui però la manovra di stress in valgo determina dolore intenso a differenza della borsite) o dei suoi esiti ( come la sindrome di Pellegrini-Stieda); con un dolore neurologico irradiato sul decorso del nervo safeno interno ( radice di L3); con le lesioni del corno anteriore del menisco mediale ( dolore localizzato più direttamente sull’emirima articolare) e con le fratture da stress dell’epicondilo mediale tibiale ( il dolore e la tumefazione in questo caso sono più diffusi). Alla palpazione si apprezzano un crepitio sottocutaneo e una tumefazione nella regione della zampa d’oca, circa 2cm al di sotto della rima articolare. L’ecografia e una radiografia mirata confermano la diagnosi.

Trattamento – Il trattamento si avvale dei soliti presidi antinfiammatori, ghiaccio, riposo, antinfiammatori locali e generali. In fisioterapia sono molto utili le applicazioni di bendaggi compressivi,sedute di Tecarterapia, massaggio miofasciale e stretching dei muscoli della zampa d'oca, e per velocizzare il recupero.

Nelle borsiti croniche recidivanti possono essere necessarie infiltrazioni locali a base di cortisone.

 

Ripresa dell’attività sportiva – A sintomi “spenti” è possibile una ripresa graduale della corsa in linea retta. Un eventuale programma riabilitativo che miri ad una rieducazione posturale può aiutare a prevenire le recidive da sovraccarico.

Data creazione pagina 26.06.2015