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Sito Creato Marzo 2009

Ultimo Aggiornamento

09 Febbrario 2014

Il trattamento della cefale miotensiva secondo il Metodo Mézières

La   cervicale , termine usato comunemente per indicare malesseri vari a carico del capo, del viso e del collo, è un disturbo che affligge una buona percentuale della popolazione. 

Le   cause   possono   essere   varie   dirette   o   indirette:   neurologiche,   internistiche,   ortopediche, psicologiche (ad esempio da stress) quindi è indispensabile una corretta diagnosi medica.

 

Nel  seguente  articolo  tratteremo  le  cefalee  di  origine  mio-tensivo  che possono  essere suddivise  in 

  • primarie  
  • secondarie. 

Nelle  cefalee  mio-tensive  primarie  la  muscolatura,  andando  in  contrattura ed accorciamento, determina la modificazione del tratto cervicale. 

E’  possibile  che  il  dolore  che  ne  consegue  possa  essere  strettamente muscolare  oppure originare dalle strutture osteo-articolari sulle quali i muscoli contratti si inseriscono. 

 

La tensione muscolare ed il disequilibrio conseguente sono causa diretta del dolore. 

 

Lordosi fisiologica cervicale
Lordosi fisiologica cervicale
Aumento della lordosi cervicale
Aumento della lordosi cervicale
Riduzione della lordosi cervicale
Riduzione della lordosi cervicale

Osservando   la   morfologia   dell’intero   corpo   è   possibile   notare   alterazioni   posturali   che   non riguardano solo la colonna cervicale ma l’intero andamento della sinusoide vertebrale. 

Lordosi fisiologica
Lordosi fisiologica
Aumento della fisiologica lordosi cervicale
Aumento della fisiologica lordosi cervicale
Diminuzione della fisiologica lordosi cervicale
Diminuzione della fisiologica lordosi cervicale

Prendendo  come  punto  di  riferimento  la  postura  corretta  (fig.  1)  nella fig.2 è  possibile notare  non solo l’aumento della lordosi cervicale ma anche l’aumento della cifosi dorsale. 

Nella  fig.  3  invece,  oltre  alla  rettilineizzazione  del  tratto  cervicale  con anteropulsione del capo  e dell’intero corpo, è possibile evidenziare l’aumento della lordosi lombo-sacrale. 

Tali  squilibri  posturali  sono  causati  dalla  muscolatura  che,  seguendo  le leggi fisiche  dei sistemi complessi, va in progressivo accorciamento.

 

L’accorciamento  si  ripercuote  su  tutta  la  struttura  scheletrica  alterando  il corretto allineamento articolare e quindi la postura. 

L’approccio  del  trattamento  fisioterapico  secondo  il  Metodo  Mézières  alla   cervicale   è mirato  al recupero della curva fisiologica (lordosi) attraverso il riequilibrio e allungamento della muscolatura agente sul tratto cervicale.

Si  terra  comunque conto dell’intero  corpo  impedendo  compensi  a monte e a valle  della zona interessata trattando e correggendo la sinusoide vertebrale nel suo insieme.

In questo modo il trattamento terapeutico sara indirizzato non solo al sintomo (dolore) ma anche alla causa che lo ha determinato. Nelle cefalee mio-tensive secondarie, l’azione corretta del muscolo è impedita da patologie a carico di altre strutture: disturbi della masticazione, della fonazione, disturbi visivi ed uditivi, malformazioni osteo-articolari congenite o acquisite, ecc. Tale azione scorretta si ripercuoterà su tutta la muscolatura generando nuovamente squilibri posturali.

In questo caso oltre ad intervenire sull’apparato locomotore sara indispensabile agire sulla causa collaborando con altre figure professionali.

 

Entrando più nello specifico delle cefalee miotensive sono riscontrabili quadri diversi a seconda dei muscoli interessati.

Nelle emicranie si osserva uno spostamento laterale o una rotazione vertebrale più marcata a livello delle prime vertebre cervicali.I muscoli contratti ed accorciati maggiormente responsabili dello spostamento vertebrale sono il fascio superiore del trapezio e l’elevatore della scapola. Tale contrattura ed accorciamento muscolare si può irradiare a monte coinvolgendo i muscoli mimici, oculari ed i masticatori determinando, a volte, oltre alla sintomatologia cefalgica problemi a carico dell’articolazione temporomandibolare.

 

 

Posturalmente il riscontro più frequente è:

 

•    Quando la prevalenza è del fascio superiore del trapezio: elevazione della spalla e inclinazione del capo dal lato dell’emicrania, traslazione controlaterale delle prime vertebre cervicali. (fig 7)

 

•    Quando la prevalenza è dell’elevatore della scapola: elevazione della spalla dal lato dell’emicrania con rotazione del capo e delle vertebre cervicali dal lato opposto. (fig 8)

 

•    Nelle forme miste,peraltro più frequenti,il capo può rimanere sufficientemente in asse oppure ruotare da un lato inclinandosi dall’altro, i dati di solito più significativi sono l’elevazione della spalla omolaterale e la rotazione delle vertebre cervicali controlaterali all’emicrania. (fig 9)

Fig. 7
Fig. 7
Fig.8
Fig.8
Fig.9
Fig.9

Il trattamento correttivo avviene posizionando il paziente in modo tale che questi muscoli vengano messi in massimo allungamento. Il paziente dovra mantenere il posizionamento facendo delle espirazioni attivando i muscoli retti addominali impedendo compensi in accorciamento muscolare a monte o a valle della zona trattata.

Nelle  cefalee  non lateralizzate  la  contrattura  ed accorciamento  muscolare principale (anche  in questo caso vi è un irradiamento a monte) riguarda i muscoli anteriori e posteriori del collo. Posturalmente quando vi è un  maggior interessamento dei muscoli posteriori, la colonna cervicale si  presenta  in iperlordosi.  I   muscoli  anteriori  del  collo  aiutano  a fissare l’iperlordosi  in quanto, cambiando le linee di forza, i  muscoli anteriori del collo da antagonisti divengono co-agonisti dei muscoli posteriori.

 


Quando l’interessamento è maggiore ai muscoli anteriori del collo, la colonna cervicale in stazione eretta appare in ipolordosi. In questo caso si osserva l’avanzamento del capo rispetto alla linea fisiologica posteriore. Ciò è possibile in quanto, i muscoli anteriori del collo, che nel loro complesso si estendono dall’apofisi basilare a D3, prendendo punto fisso su D3 anteriorizzano il capo.

 

Se però si  fa  riportare  la  nuca sulla linea  della  zona  infrascapolare  facendo stendere  supino  il  paziente, si può osservare come ricompaia la lordosi, spesso al tratto cervicale ma a volte, come compenso, al tratto infrascapolare o a quello

dorso-lombare o lombo-sacrale.

 


Tali compensi possono verificarsi comunque anche nel caso in cui la prevalenza in contrattura ed accorciamento sia dei muscoli posteriori del collo.

 

Il trattamento sara mirato, attraverso l’allungamento dei muscoli scheletrici, al recupero dell’andamento fisiologico dell’intera sinusoide vertebrale impedendo eventuali compensi per rotazione o flessione degli arti.

 

Si ringraziano per le fonti i colleghi fisioterapisti Dott.ssa Elena di Loreto, Dott.ssa Beatrice Fusaroli, Dott. Mauro Lastrico